Pompe di calore e sistemi ibridi
Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con tecnologie ad alta efficienza, secondo i requisiti previsti per il beneficiario.
Indice
Rinnova gli impianti e migliora l’efficienza del tuo edificio con il Conto Termico 3.0, il contributo in denaro erogato dal GSE. Climasolservice, ESCO a Catania dal 2002, ti accompagna dalla verifica dei requisiti alla gestione della richiesta di incentivo.
ESCO certificata UNI CEI 11352
A cura di Climasolservice S.r.l. · Direttore tecnico Ing. Giuseppe Blasco, EGE certificato UNI CEI 11339:2023 n. 3316 · Aggiornato il
Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con tecnologie ad alta efficienza, secondo i requisiti previsti per il beneficiario.
Solare termico per l’acqua calda e il riscaldamento; sostituzione degli impianti con generatori a biomassa o allaccio a teleriscaldamento efficiente.
Isolamento, infissi, building automation, illuminazione efficiente e trasformazione in edificio a energia quasi zero, per i soggetti e gli immobili ammessi.
Fotovoltaico con eventuale accumulo e colonnine di ricarica, abbinati alla sostituzione con pompa di calore elettrica, nei casi ammessi.
Partiamo dall’ammissibilità.
Per i privati su edifici residenziali sono previsti
gli interventi sulle rinnovabili termiche.
Gli interventi di efficienza, fotovoltaico e ricarica
sono accessibili a PA, ETS e soggetti del terziario
secondo i rispettivi requisiti.
Seguiamo progettazione, installazione e pratica GSE, con assistenza durante la richiesta e fino alla gestione dell’accredito.




Il Conto Termico 3.0 a Catania, come nel resto d’Italia, premia interventi eseguiti correttamente e documentati nei tempi previsti: un errore in una data o in un documento può bloccare la pratica. Per questo seguiamo in prima persona ogni fase, dalle verifiche iniziali fino all’erogazione.
Dei rapporti con il GSE ci occupiamo noi: apriamo la posizione sul Portaltermico, carichiamo la documentazione tecnica e amministrativa, rispondiamo alle richieste di integrazione e seguiamo l’istruttoria. Al cliente resta la firma dei documenti. Come ESCO certificata UNI CEI 11352 possiamo anche ricevere il contributo con il mandato all’incasso e scontarlo sull’importo dei lavori, secondo le condizioni concordate.
Dal Conto Termico 2.0 al 3.0. Il Conto Termico 3.0 è regolato dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025, entrato in vigore il 25 dicembre 2025, novanta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il vecchio Conto Termico 2.0 si applica ancora solo in casi residuali: interventi conclusi entro il 25 dicembre 2025 con richiesta presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori, e alcune prenotazioni della pubblica amministrazione già avviate. Per un intervento che parte oggi valgono le regole del Conto Termico 3.0, con le nuove percentuali, i nuovi beneficiari e le Regole Applicative pubblicate dal GSE.
Come si calcola il Conto Termico 3.0 per una pompa di calore. Per le pompe di calore il contributo non è una percentuale fissa del preventivo. Il Conto Termico 3.0 stima l’energia termica rinnovabile che la macchina produce in un anno e la valorizza con un coefficiente in euro per kWh termico. Nel calcolo entrano la potenza nominale della pompa di calore, il suo SCOP, un coefficiente premiante che cresce quando l’efficienza supera il minimo europeo di ecodesign, e un coefficiente di utilizzo che dipende dalla zona climatica. Il risultato resta comunque entro il 65% delle spese ammissibili, o il 100% nei casi pubblici previsti.
Perché a Catania il contributo è più basso che al Nord. Il comune di Catania è in zona climatica B. Per le pompe di calore il coefficiente di utilizzo previsto dal decreto è 850 in zona B, 1.100 in zona C, 1.400 in zona D e 1.700 in zona E. A parità di macchina, quindi, il Conto Termico 3.0 riconosce a Catania circa la metà dell’incentivo previsto in una città in zona E. Nei comuni della provincia che salgono verso l’Etna la zona climatica è più alta e il contributo cresce: per questo verifichiamo sempre la zona del singolo comune prima di indicare una cifra.
Un esempio indicativo. Prendiamo una pompa di calore aria/acqua a bassa temperatura da 8 kW, con SCOP 4,5 ed efficienza stagionale del 175% contro un minimo di 125%: il coefficiente premiante vale 1,4. In zona B l’energia incentivata è di circa 7.400 kWh termici l’anno, valorizzati a 0,15 euro per kWh: circa 1.110 euro per ciascuna delle due annualità previste per le macchine fino a 35 kW, quindi circa 2.200 euro in tutto, pagati in un’unica rata perché sotto i 15.000 euro. La stessa macchina in zona E arriverebbe a circa 4.400 euro. Sono numeri d’esempio: il calcolo vero si fa sulla scheda prodotto e sulle spese reali.
I requisiti tecnici della pompa di calore. La pompa di calore deve sostituire, in tutto o in parte, un impianto di climatizzazione invernale già presente; la sostituzione parziale vale solo se l’impianto ha più generatori. Efficienza stagionale e SCOP devono raggiungere almeno i minimi dei regolamenti europei di ecodesign, dichiarati dal costruttore secondo la norma UNI EN 14825. Il Conto Termico 3.0 chiede anche la messa a punto e l’equilibratura dell’impianto di distribuzione e, su tutti i corpi scaldanti, valvole termostatiche o un’altra regolazione modulante della portata, salvo i casi in cui non sono tecnicamente installabili.
I documenti da allegare alla pratica. Oltre alla documentazione comune a tutti gli interventi, il GSE chiede le fotografie delle targhe dei generatori sostituiti e installati, del locale di installazione prima e dopo i lavori e delle valvole termostatiche. Se l’incentivo supera 3.500 euro serve la certificazione del produttore sul rispetto dei requisiti; sopra i 35 kW anche l’asseverazione di un tecnico abilitato, e da 100 kW la relazione tecnica di progetto firmata. Le foto prima dei lavori sono il documento che manca più spesso: per questo le scattiamo noi al sopralluogo, prima di smontare la vecchia caldaia.
I documenti da conservare. Altri documenti non si allegano ma vanno conservati per tutta la durata del Conto Termico 3.0 e per i cinque anni successivi all’ultima erogazione, perché il GSE può chiederli in un controllo: il certificato di smaltimento del generatore sostituito, la dichiarazione di conformità dell’impianto secondo il DM 37/08, il libretto di impianto, la scheda tecnica del prodotto e gli eventuali titoli autorizzativi. Negli edifici con impianti di potenza pari o superiore a 200 kW servono anche la diagnosi energetica prima dei lavori e l’attestato di prestazione energetica dopo. A fine lavori consegniamo al cliente tutta la documentazione già ordinata.
Scaldacqua a pompa di calore. È l’intervento più semplice: si sostituisce uno scaldabagno elettrico o a gas con uno scaldacqua a pompa di calore in classe energetica A o superiore. Il Conto Termico 3.0 riconosce il 40% della spesa, con un tetto che dipende da classe e capacità: in classe A, 500 euro fino a 150 litri e 1.100 euro oltre; in classe A+, 700 euro fino a 150 litri e 1.500 euro oltre. L’importo arriva in un’unica rata. A Catania, con inverni miti, uno scaldacqua a pompa di calore lavora in condizioni favorevoli per gran parte dell’anno.
Imprese e rinnovabili termiche. Per le imprese il Conto Termico 3.0 applica le regole europee sugli aiuti di Stato. Per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, come le pompe di calore, l’intensità massima è il 65% dei costi ammissibili per le piccole imprese, il 55% per le medie e il 45% per le grandi. La dimensione d’impresa si dichiara con la richiesta, secondo la definizione europea di micro, piccola e media impresa, tenendo conto delle imprese collegate e associate: è un controllo che facciamo prima del preventivo, perché cambia l’importo finale.
Il Catalogo degli apparecchi GSE. Per alcuni apparecchi domestici di piccola taglia il GSE pubblica un Catalogo di prodotti già verificati. Quando la pompa di calore o lo scaldacqua scelto è presente nel Catalogo, la richiesta del Conto Termico 3.0 segue una procedura semplificata, con meno documenti tecnici da allegare. Non tutti i modelli ci sono, e non sempre il modello a Catalogo è quello giusto per l’impianto: scegliamo prima la macchina adatta all’edificio e poi verifichiamo quale percorso di accesso è disponibile.
Prenotazione per enti pubblici e Terzo Settore. Pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo Settore possono prenotare il Conto Termico 3.0 prima dei lavori. Con la prenotazione il GSE può versare un acconto all’avvio del cantiere, pari alla metà dell’incentivo se la durata è di due anni o ai due quinti se è di cinque anni, poi un’eventuale rata intermedia al 50% delle spese e il saldo a fine lavori. La richiesta di saldo va presentata entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento. Per scuole, ospedali ed edifici dei Comuni fino a 15.000 abitanti il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili.
Split, multisplit e pompe di calore aria/aria. Anche i climatizzatori a pompa di calore possono rientrare nel Conto Termico 3.0, se sostituiscono un impianto di riscaldamento esistente e rispettano i minimi di efficienza: per gli split fino a 12 kW lo SCOP minimo è 3,8, oppure 3,42 con refrigeranti a basso GWP. Il coefficiente di valorizzazione però è più basso: 0,070 euro per kWh termico per gli aria/aria fino a 12 kW, contro 0,15 per le pompe di calore aria/acqua fino a 35 kW. In un appartamento a Catania la scelta tra le due soluzioni dipende dall’impianto esistente, non solo dal contributo.
Condomini e impianti centralizzati. Nei condomini il Conto Termico 3.0 vale anche per la sostituzione della caldaia centralizzata con una pompa di calore. Sopra i 35 kW l’incentivo è distribuito su cinque annualità invece di due, con l’asseverazione del tecnico; oltre i 200 kW di potenza utile la sostituzione deve comprendere anche i sistemi di contabilizzazione del calore. Quando l’importo totale supera 15.000 euro il GSE lo paga in rate annuali costanti. Prima dell’assemblea prepariamo una stima con l’importo per annualità, così l’amministratore può presentare ai condòmini numeri e tempi chiari.
Gli errori che fanno perdere l’incentivo. La maggior parte delle pratiche respinte del Conto Termico 3.0 nasce da pochi errori ripetuti: la domanda presentata oltre i 90 giorni dalla fine dei lavori, che la rende inammissibile; una pompa di calore installata dove non c’era un impianto di riscaldamento da sostituire; le foto delle targhe del vecchio generatore mai scattate; valvole termostatiche mancanti; una macchina che non rispetta i minimi di efficienza richiesti. Sono tutti problemi che si evitano prima di firmare il preventivo, non dopo. Per questo il nostro primo passo è sempre il sopralluogo.
Cosa portare al sopralluogo. Per stimare il Conto Termico 3.0 ci servono pochi documenti: il libretto di impianto e una foto della targa del generatore attuale, le bollette di gas o elettricità degli ultimi dodici mesi, i dati catastali dell’immobile e, per condomini e imprese, i riferimenti di chi presenterà la richiesta. Con questi dati verifichiamo l’ammissibilità, la zona climatica del comune e l’importo stimato, e lo scriviamo nel preventivo insieme alla scelta tra accesso diretto e mandato all’incasso. Il riconoscimento finale resta sempre in capo al GSE.
Sopralluogo, controllo dell'impianto esistente, ammissibilità e quantificazione del contributo da indicare nel preventivo.
Dimensionamento conforme ai requisiti tecnici, documentazione preliminare e apertura della posizione sul portale GSE.
Realizzazione con personale qualificato, collaudo e raccolta completa della documentazione necessaria alla rendicontazione.
Presentazione entro i termini, gestione delle integrazioni, monitoraggio dell'istruttoria e dell'erogazione fino all'accredito.
No, se ci viene conferito il mandato all’incasso. In quel caso il GSE eroga il contributo direttamente a noi e l’importo viene scontato sui lavori: paghi soltanto la differenza.
Dipende da chi richiede l’incentivo e dall’edificio. Il fotovoltaico con accumulo è incentivato solo insieme alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una pompa di calore elettrica, e solo per pubbliche amministrazioni, enti del Terzo Settore, imprese e privati su edifici del terziario. Per i privati sulle abitazioni il Conto Termico 3.0 copre soltanto la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, quindi il fotovoltaico resta escluso: in sopralluogo valutiamo le altre agevolazioni disponibili.
Una volta accettata la pratica, il GSE paga entro la fine del mese successivo al bimestre di ammissione. Fino a 15.000 euro l’incentivo arriva in un’unica rata; sopra questa soglia è diviso in rate annuali costanti, per due o cinque anni a seconda dell’intervento. Tempi e modalità per il tuo caso li indichiamo nel preventivo.
No, non sulle stesse spese: si sceglie una delle due strade. La soluzione più conveniente dipende dall’intervento, dalla capienza fiscale e dai tempi di rientro.
Pubbliche amministrazioni, enti del Terzo Settore, imprese e privati, cioè persone fisiche e condomini, anche tramite una ESCO che agisce per loro conto. Per i privati sugli edifici residenziali sono ammessi gli interventi sulle rinnovabili termiche: pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa, solare termico, scaldacqua a pompa di calore e allaccio al teleriscaldamento. Isolamento, infissi e gli altri interventi sull’involucro sono ammessi per i privati solo su immobili del terziario.
Per la maggior parte degli interventi sì: il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente, non una nuova installazione. Fa eccezione il solare termico, ammesso anche come impianto nuovo. È il punto su cui si concentrano molte esclusioni, per questo lo verifichiamo in sopralluogo prima di qualunque preventivo.
Sì. Non è una detrazione da recuperare negli anni con la dichiarazione dei redditi: il GSE versa il contributo in denaro al soggetto responsabile. Il limite massimo è il 65% delle spese ammissibili, che sale fino al 100% per scuole, ospedali ed edifici dei Comuni fino a 15.000 abitanti. Le regole complete sono sul sito del GSE.
Per le imprese valgono i limiti sugli aiuti di Stato. Negli interventi di efficienza sull’edificio si parte dal 25% delle spese (30% con più interventi) e si sale con le maggiorazioni per dimensione d’impresa e per le zone assistite, fino a un massimo del 65% per piccole e medie imprese e del 60% per le grandi. Per accedere serve dimostrare un risparmio di almeno il 10% rispetto alla situazione di partenza, o del 20% con più interventi.
Con l’accesso diretto la richiesta va presentata sul Portaltermico entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo Settore possono anche prenotare l’incentivo prima di iniziare. Le risorse sono stanziate ogni anno, quindi conviene preparare la documentazione già durante il cantiere.
Controlliamo l’impianto esistente, stimiamo il contributo e definiamo il percorso tecnico e amministrativo prima dell’avvio dei lavori.